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CENNI STORICI E SERVIZI DI OSTUNI

 
Detta anche Città Bianca, Ostuni per via del suo caratteristico centro storico che un tempo era interamente dipinto con calce bianca, oggi Ostuni lo è solo parzialmente. Insieme a Taranto e Santa Maria di Leuca, costituisce uno dei vertici ideali della penisola salentina.

Rinomato centro turistico, nel 2008, 2009, 2010, e 2011 ha ricevuto la Bandiera Blu[4] e le cinque vele di Legambiente[5] per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti.

 

Ostuni sorge su tre colli ad una altezza di 218 metri s.l.m.. È situato a 8 km dalla costa adriatica nell'Altosalento. La Murgia, sulle cui propaggini sud orientali si trova la città, è una zona carsica costituita essenzialmente da calcari cretacei. È perciò una zona piuttosto arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame", letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e dalle pareti ripide. Altra caratteristica geologica del territorio sono le "gravine", dei burroni carsici.

Le attività economiche più importanti di Ostuni sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie di Ostuni ", ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese che nella marina di Ostuni, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi proprietari terrieri.

Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) da cacciatori neanderthaliani. La zona collinaredi Ostuni, sede di numerose grotte, offriva perfetti rifugi naturali per le primitive comunità umane.

Nel paleolitico superiore le tracce di presidi umani diventano più consistenti: gli scavi effettuati hanno permesso il rinvenimento di reperti ossei e ceramici. Tuttavia, la testimonianza più eclatante rimane il ritrovamento dello scheletro della "donna di Ostuni", una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto, scoperta fatta dal Prof. Donato Coppola dell'Università Aldo Moro di Bari. Il corpo, deposto in una grande buca, è in posizione contratta, col capo ricoperto da una sorta di cuffia composta da centinaia di piccole conchiglie. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori è documentata dai resti del corredo, ossia selci e denti di cavallo e di bue primitivo. La sepoltura, denominata Ostuni 1º, è unica al mondo: risalente a circa 25.000 anni fa, è collocata nella grotta di Santa Maria di Agnano, presso l'omonima masseria. Un calco di questa sepoltura può essere esaminato presso il "Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale", nell'ex convento delle Monacelle, nel centro storico di Ostuni.

Al neolitico appartengono invece gli insediamenti di Lamaforca e San Biagio, mentre reperti dell'età del bronzo sono stati ritrovati negli scavi in zona Lama Morelli sempre ad Ostuni.

Il primo nucleo cittadino di Ostuni fu fondato dai Messapi, un'antica popolazione italica che stanziata nel Salento nel VII secolo a.C.; i Messapi furono abili costruttori di strade e città e scelsero l'ubicazione per la città in cima a un colle dalle pareti molto ripide (murex in latino, da cui proviene per l'appunto il termine Murgia) molto interessante dal punto di vista strategico. Recenti scavi nei pressi del foro Boario (la zona prospiciente le mura medievali), hanno permesso il rinvenimento di tombe del IV – II secolo a.C., che documentano la presenza di un centro abitato, la cui estensione andava dai fianchi della collina alla piana digradante verso il mare.

 

 

È l'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero a dare la maggiore spinta propulsiva per lo sviluppo del casale. Il 9 ottobre 1239 Federico II ordina ad Andrea di Acquaviva, giustiziere di Terra d'Otranto di verificare perché il suo predecessore Filippo di Maremonte non sia riuscito a far ripopolare Petrolla nonostante il suo ordine.[13] Il 29 febbraio 1240 rinnova l'ordine allo stesso giustiziere e richiede di far pervenire ad cameram nostram una relazione completa.[14] Pervenuta puntualmente il 6 aprile 1240.

Ostuni si aprì al commercio con gli Angioini, i quali costruirono nuove fortificazioni per la città e rifondarono, sulle rovine dell'antica Petrolla, il porto di Villanova (la frazione costiera del paese).

La particolarissima conurbazione del borgo medievale, con le case addossate le une alle altre e la presenza di domus palatiate a più piani, risale proprio a questo periodo storico e si spiega sia con esigenze difensive sia col voler sfruttare appieno in larghezza ed altezza tutto lo spazio disponibile all'interno delle mura.

Ostuni fu circondata da nuove mura con torrioni circolari in periodo aragonese: furono aperte quattro porte, delle quali oggi si conservano solo Porta Nova risalente al XII secolo e ricostruita nel XV secolo e Porta San Demetrio del XIII secolo.

Nel 1506 Ostuni passò al ducato di Bari di Isabella d'Aragona e della figlia Bona Sforza: sotto il dominio spagnolo cominciò così il periodo d'oro della città, sia dal punto di vista economico che culturale. I duchi concessero a Ostuni onori e privilegi, rafforzarono le fortificazioni delle mura cittadine e dotarono il litorale delle torri Pozzella (oggi diroccata) e San Leonardo. Il periodo rinascimentale corrisponde anche al massimo sviluppo urbanistico della città: il numero di abitanti tocca ormai quota 17.000. All'impianto medievale del centro storico si aggiungono numerosi nuovi edifici.

Ma nel XVII secolo cominciò una fase di declino: infatti nel 1639 Filippo IV d'Asburgo, a fronte dei debiti per la guerra dei trent'anni, vendette Ostuni agli Zevallos, una famiglia di mercanti che trattò la città alla stregua di feudo personale: anche la popolazione crollò al di sotto dei 10.000 abitanti. Fu durante questo periodo storico che la peste imperversò nella zona, pur risparmiando proprio Ostuni: questo perché era invalso l'uso di imbiancare le abitazioni con la calce, in quanto disinfettante naturale. Questa pratica non solo bloccò il contagio, ma, protrattasi nel tempo, rende ancora oggi la Città Bianca così peculiare a distanza di secoli.

Con i Borboni la città fiorì nuovamente. Ostuni si espanse in direzione dei vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant'Antonio e Molino a Vento. Il centro della vita cittadina si spostò da piazza del Moro all'odierna piazza Libertà, dove si trova oggi il Municipio (e una volta sede del Convento dei Francescani). Fu proprio in questa piazza che Giuseppe Greco, nel 1771, innalzò la colonna in onore di Sant'Oronzo, il quale secondo la tradizione popolare aveva preservato la città dal contagio della peste.

Ai primi dell'Ottocento, sull'onda degli ideali dell'illuminismo, anche Ostuni venne attraversata da tumulti insurrezionali: vennero fondati un circolo della Giovine Italia e una rivendita carbonara. Durante questi moti Ostuni fu la prima città della Puglia a innalzare il tricolore.

Dal secondo dopoguerra a oggi, accanto allo sviluppo dell'agricoltura e dell'industria di trasformazione ad essa correlata (olio, mandorle, vino), la città è diventata una rinomata meta turistica, riuscendo a valorizzare i suoi beni culturali, storici e architettonici. Numerosi villaggi turistici, come ad esempio Rosa Marina, sono sorti sul litorale, uno dei più puliti della costa pugliese. Nel 2006 si è istituito sulla costa che confina con il comune di Fasano il Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, area protetta di elevato interesse naturalistico e paesaggistico.

La caratteristica più peculiare del centro storico, che così tanto affascinava i turisti, era l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L'uso, attestato sin dal Medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Come già detto, questo costume ha rivestito anche un ruolo importante storicamente nel XVII secolo, quando l'imbiancatura a calce fu l'unico modo per evitare che la peste dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino a portarne la distruzione.

Questa pratica, oggi purtroppo in declino tanto che il sindaco ha dovuto emanare un'ordinanza per farla tornare in auge, fece sì che Ostuni fosse denominata Città Bianca o Città Presepe, ed era una caratteristica che la rendeva riconoscibile e indimenticabile ai visitatori.

 DA VISITARE

Il rosone della Concattedrale
La Concattedrale
La chiesa di San Vito MartireLa Concattedrale di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137.
il monastero delle Carmelitane, del Settecento, a cui è annessa la barocca chiesa di San Vito martire (nota anche come Santa Maria Maddalena), del 1750-1752, dalla fastosa facciata curvilinea con fastigio spezzato, ricco finestrone centrale e cupola a mattonelle policrome. All'interno notevoli il pulpito ligneo del ‘600, il monumento funebre di Cono Luchino Del Verme (1747) e i sontuosi altari barocchi di Francesco Morgese (1763), le cui tele, opera di Domenico Lettieri (1760) sono conservate nell'adiacente Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.
la chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano, eretta nel 1423; dell'originaria costruzione conserva nella facciata l'architrave del portale e il soprarco ogivale scolpito, e una finestra ornata nell'abside.
la chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell'Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe;
la chiesa dello Spirito Santo (1637) ha un bel portale rinascimentale con bassorilievi attribuibili al XV secolo, di gusto ancora tardogotico: nella lunetta, Dormitio Virginis; nel timpano, Incoronazione di Maria e Annunciazione. All'interno, Madonna col Bambino e i santi Elisabetta, Anna e Gioacchino, dipinto di Fra' Giacomo da San Vito.
Nella parte moderna dell'abitato si trovano:

la chiesa dei Cappuccini (o Santa Maria degli Angeli) del 1585, nella quale si conserva una bella tela di scuola napoletana del ‘600;
la chiesa dell'Annunziata, eretta nel 1196 e trasformata in stile barocco dai frati Riformati nel 1668; nell'interno, da notare una cappella della navata d. con crociera affrescata nel XVI secolo (Dottori della Chiesa); coro ligneo cinquecentesco con pannelli a bassorilievo (Annunciazione e i Santi Francesco e Antonio). La Deposizione di Paolo Veronese (1570), trafugata nell'ottobre del 1975, è stata recuperata nel marzo del 1977; l'Annunciazione dell'altare maggiore è di fra' Giacomo da San Vito; la Natività di Maria è attribuita a Corrado Giaquinto. In sagrestia Ultima Cena di Barnaba Zizzi.
In collocazione più periferica:

la chiesa di Santa Maria la Nova, a km 1.5 in direzione di Carovigno, a sinistra della strada, eretta nel 1561, con portale ogivale, un occhio e coronamento ad archetti, sorge all'ingresso d'una grotta naturale, con tracce d'affreschi del XII-XV secolo (Cristo, la Vergine, San Giovanni Battista);
il santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del ‘600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa;
la chiesetta di San Biagio in Rialbo, del XII secolo, presso la masseria Pizzicucco, di difficilissimo accesso, con una grotta naturale (tracce di affreschi bizantineggianti).
 Architetture civili  [modifica]
 
Piazza della Libertà
Colonna di Sant'Oronzo
Particolare della Colonna di Sant'Oronzo
Monumento ai caduti (1923)
Via Continelli Bixio, nel centro storico
Vico Lorenzo SantalariVilla Nazareth: costruita nel 1957 da Don Raffaele Pomes, inizialmente per ritrovo sociale, poi modificato in edificio psico-medico pedagogico, per dare la possibilità a bambini disagiati, che avevano problemi familiari o scolastici e che comunque avevano comportamenti deviati. È stata luogo di vari incendi, l'ultimo dei quali ha leso il solaio del corridoio del primo piano il 4 febbraio 2009.
Conceria del Tabacco: costruito negli anni venti del Novecento, era un edificio di rilevante importanza poiché ospitava tutto il tabacco necessario alla creazione si sigarette per la popolazione. All'interno si nota la presenza del montacarichi, utile per trasportare le merci da un piano all'altro. Verso la metà degli anni sessanta la figlia di un'impegate resta accidentalmente schiacciata dal montacarichi. Da quel momento l'edificio è stato abbandonato.
Le mura aragonesi che cingono la città vecchia: visibili per lunghi tratti, sono rafforzate da torrioni circolari. A est si apre la porta di San Demetrio (XV secolo), sul lato ovest Porta Nova (XV secolo).
Il borgo antico offre molti aspetti pittoreschi dovuti alla eccezionale conservazione delle caratteristiche costruttive del luogo e delle peculiarità urbanistiche. Si incontrano alcuni esempi di dimore signorili:

il barocco palazzo ducale Zevallos;
il palazzo Siccoda (1575) in via Cattedrale 35;
nella piazzetta della Cattedrale si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati con vivo effetto pittorico dall'arco Scoppa;
nel vico Castello, scarsi avanzi del Castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all'episcopio.
nel borgo antico, i palazzi nobiliari delle famiglie degli Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli, dei Zaccaria.
Talvolta spiccano solo gli interessanti portali barocchi scolpiti nella tenera pietra locale e inseriti con gusto nel bianco delle pareti:

il portale di palazzo Falgheri (XVI secolo) in via A. Giovine 27;
i portali del palazzo Ghionda-Pomes e della casa Molendino in via F. Bax 5-7;
il portale rococò del palazzo Bisantizzi in via A. Petrarolo 34-36.
Il monumento simbolo di Ostuni è la Guglia di Sant'Oronzo, alta m 20.75, di Giuseppe Greco (1771), dall'esuberante decorazione barocca: a mezz'altezza le statue dei Santi Biagio, Irene, Gaetano e Lucia.

Il territorio è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della zona:

Siti archeologici 
il dolmen di Montalbano (detto erroneamente di Cisternino, e noto localmente come Tavola dei Paladini), è nella contrada Piscomarano, presso l'abitato di Montalbano di Fasano; è di grandi proporzioni (alt. cm 145; lastrone di copertura cm 200x300 ca), purtroppo danneggiato in tempi recenti con la distruzione del dromos.
il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D'Agnano presenta i resti di un insediamento messapico, raggiungibile dalla strada statale 16 Ostuni-Fasano. Conserva la grotta-santuario rilevante per il ritrovamento della delle ossa della "gestante di Ostuni", giovane donna partoriente di 25 mila anni fa, attualmente custodita nel Museo.
la Torre San Leonardo, torre di avvistamento antisaracena, è in località Pilone;
il Castello di Villanova sorge presso il mare, ove si apre un porticciolo. Villanova venne fondata nel 1277 da Carlo I d'Angiò sul luogo dove, verso la fine del XII secolo, Tancredi conte di Lecce aveva costruito la città di Petrolla, presto scomparsa a causa delle incursioni.

Lingue e dialetti 
Sebbene sotto il profilo geografico e culturale Ostuni vada considerato il più settentrionale comune del Salento, da un punto di vista linguistico il dialetto ostunese rappresenta un idioma di transizione apulo-salentino con fortissime influenze dell salentine, ma con contributi del dialetto tarantino e barese anche per via dei turisti e abitanti trasferiti da altre zone.La Coltura originaria è comunque Salentina.

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Nel territorio di Ostuni è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Brindisi DOC, Puglia Igt.

Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni:

Malvasia nera di Brindisi,
Sangiovese;
Negroamaro;
Ottavianello.

Eventi 
Il 3 febbraio si festeggia san Biagio vescovo, martire, compatrono di Ostuni insieme al protettore sant'Oronzo, i cittadini si recano sempre numerosi sui colli ostunesi dove nella roccia c'è la cripta di san Biagio. Nella giornata del 3 febbraio, numerose funzioni liturgiche hanno lo scopo di rinnovare per i fedeli l'intercessione del santo protettore dei mali della gola, il sacerdote ponendo la reliquia del santo sulla gola del fedele lo liberebbe dai mali della gola.
I festeggiamenti per il protettore sant'Oronzo durano quattro giorni (dal 24 al 27 agosto). Di particolare interesse è la Cavalcata di sant'Oronzo, originariamente Cavalcata dei Devoti, una processione con cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini, che si svolge il 26. I festeggiamenti comnnprendono anche due fiere e uno spettacolo di fuochi pirotecnici.
A Ferragosto nel centro storico si tiene la "Sagra dei Vecchi Tempi" dove, oltre a gustare i piatti tipici della gastronomia locale, si possono ammirare gli artigiani che ripropongono mestieri ormai scomparsi.
Dal 1999 si svolge il Festival di Marinando. Rassegna di teatro e video che ha come argomento il mare e la pesca, per scuole medie italiane e, dal 2005, anche straniere del bacino Mediterraneo.
 
La settimana dei bambini del mediterraneo.In autunno si svolge la Settimana dei bambini del Mediterraneo[15], evento educativo che si realizza anche in altri comuni del Salento (Ceglie Messapica, Cisternino, Oria, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni), coinvolgendo molte scuole pugliesi con la partecipazione di delegazioni dei bambini di vari stati del Mediterraneo.[16], e con particolare attenzione per i bambini immigrati[17]. Vi partecipano vari esperti del mondo dell'infanzia provenienti anche dall'estero. La Settimana si rifà principalmente al lavoro realizzato in vita dallo scrittore per l'infanzia Gianni Rodari, e ha come finalità l'educazione alla pace e all'intercultura. I bambini provenienti dai paesi del Mediterraneo sono ospiti delle famiglie di Ostuni e dei paesi dei dintorni, svolgono attività insieme ai bambini del luogo, e partecipano insieme al "Consiglio Comunale dei Ragazzi".
 Economia  [modifica]
 Per approfondire, vedi la voce Economia della Puglia.

L'economia ostunese è cresciuta esponenzialmente negli ultimi dieci anni. Fino alla prima metà degli anni novanta del Novecento l'economia locale era basata sull'agricoltura (famosi i suoi uliveti), dalla seconda metà degli anni novanta ad oggi si è sviluppato molto il settore terziario e la creazione di piccole e medie imprese volte a creare nuovi posti di lavoro e a far aumentare la produttività locale. Notevoli sono le esportazioni di olio, sia in territorio nazionale che internazionale.

Ostuni è sin dagli anni trenta del Novecento il polo turistico principale della Provincia di Brindisi ed una delle mete turistiche principali e caratteristiche della Puglia. La città bianca è parte integrante della Valle d'Itria e dell'alto Salento. Vede un costante turismo invernale unito a quello estivo dovuto alle sue coste e ad un discreto turismo storico-culturale che mantiene livelli costanti durante il corso dell'anno.

Infrastrutture e trasporti 
Attraverso alcune strade provinciali, è possibile raggiungere quella che è conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. Inoltre, il comune è dotato di una circonvallazione, per evitare il centro cittadino. I trasporti ferroviari sono garantiti dalla stazione ferroviaria del gruppo Ferrovie dello Stato, con collegamenti verso tutte le località adriatiche e con la capitale. Infatti la stazione di Ostuni si trova sulla direttrice Lecce-Bari-Pescara-Ancona-Bologna-Milano; ma anche sulla direttrice Lecce-Foggia-Benevento-Caserta-Roma. I trasporti aerei sono garantiti dal vicino Aeroporto di Brindisi-Casale, distante circa 30 km; e dall'Aeroporto di Bari-Palese, distante circa 95 km.

 

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